Criptovalute, investimenti esteri e dichiarazione dei redditi: gli obblighi in Rw

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Si avvicinano i termini per l’assolvimento degli adempimenti dichiarativi relativi all’anno di imposta 2020 e un numero crescente di contribuenti deve fare i conti con gli obblighi di compilazione del quadro RW del modello Redditi 2021.

Come precisato dalle istruzioni ministeriali a supporto della compilazione dei modelli dichiarativi 2021 “il quadro […] deve essere compilato […] dalle persone fisiche residenti in Italia che detengono investimenti all’estero, anche immobiliari, nonché attività estere di natura finanziaria”. L’Agenzia delle Entrate ha più volte specificato l’obbligo di monitoraggio– in RW – degli importi riferibili a investimenti in valute virtuali (criptovalute).

L’obbligo di monitoraggio non sussiste per i depositi e per i conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore ad Euro 15.000 (art. 2, Legge n. 186/2014). Resta fermo tuttavia l’obbligo di compilazione del quadro laddove sia dovuta l’IVAFE, ossia qualora il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti conto e dai libretti sia superiore a 5.000€.

 

Ambito soggettivo

Sono soggetti alla compilazione del quadro RW le persone fisiche (inclusi i titolari di partita IVA), gli enti non commerciali e le società semplici equiparate, residenti in Italia, che nel corso dell’anno 2020 hanno detenuto attività patrimoniali e finanziarie estere. L’obbligo riguarda anche i “titolari effettivi” come identificati in base alla normativa antiriciclaggio.

 

Ambito oggettivo

Da un punto di vista oggettivo gli obblighi di monitoraggio riguardano le attività finanziarie e patrimoniali detenute a titolo di proprietà o di altro diritto reale. La modalità di acquisizione non onerosa – eredità o donazione – non esime dell’obbligo dichiarativo (si pensi alle azioni assegnate ai dipendenti residenti da parte del datore di lavoro estero e detenute presso intermediari esteri). Anche le attività disinvestite nel corso dell’anno – quindi non in portafoglio al 31/12/2020 – sono comunque assoggettate agli obblighi di monitoraggio.

 

Focus: DEGIRO e criptovalute

Una particolare attenzione è necessaria con riferimento alle criptovalute: indipendentemente dalla tipologia detenuta – Bitcoin o altre – l’Agenzia ritiene che queste ultime siano assoggettate all’obbligo di esposizione in RW al pari di ogni altro investimento estero. La recente sentenza n. 1077/2020 del TAR del Lazio conferma tale orientamento. Le attività detenute dovranno essere indicate con il codice 14 – altre attività estere di natura finanziaria e valute virtuali – senza l’ulteriore specifica riguardo il paese estero di detenzione. Data l’assenza di chiarimenti circa la necessità o meno di rappresentare in dichiarazione i patrimoni detenuti in “wallet” con valori inferiori ad Euro 15.000=, si ritiene applicabile quanto indicato all’art. 2 della Legge n. 186 del 2014 (esonero). L’IVAFE non è comunque dovuta per gli investimenti in criptovalute.

Anche gli investimenti effettuati tramite la brokerage company DEGIRO – al pari di altre brokerage company estere – non sfuggono agli obblighi imposti dalla normativa italiana in tema di monitoraggio di patrimoni all’estero. Sempre in ipotesi di superamento dei limiti di cui all’art. 2 della Legge n. 186/2014, nonché dei limiti di assoggettamento all’IVAFE più sopra rappresentati, i contribuenti italiani risulteranno obbligati alla rappresentazione nel quadro RW dell’attività finanziaria detenuta in portafogli esteri.

 

Sanzioni applicabili

La mancata compilazione del quadro RW comporta l’applicazione della sanzione in misura fissa pari ad Euro 258 qualora l’omissione venga sanata entro i 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi. Successivamente risultano applicabili le sanzioni percentuali dal 3% al 15% dell’importo non dichiarato (raddoppiate qualora le attività siano detenute in paesi Black List). Con circolare 38/E/2013 l’Agenzia delle Entrate ha specificato la possibilità di applicare l’istituto del ravvedimento operoso anche alle violazioni riguardanti il quadro RW.

 


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