Il Punto sul Decreto Ristori DPCM 28/10/2020

IL PUNTO SUL DECRETO RISTORI

Il cosiddetto Decreto Ristori prevede una serie di misure a sostegno dei settori economici interessati dalle restrizioni introdotte con il Dpcm del 24 Ottobre 2020, connesse al contenimento dell’epidemia da Covid-19.

La sintesi che segue si propone di offrire un quadro dei requisiti, delle condizioni e delle modalità per accedere ai principali interventi e sussidi forniti dallo Stato, a sostegno dell’economia del nostro Paese.

Per semplificare al massimo, si è proceduto ad una selezione dei contenuti, sia nell’articolato, sia all’interno dei vari articoli.

 

TITOLO I – Sostegno alle imprese e all’economia

ART. 1 – Contributo a fondo perduto da destinare agli operatori IVA dei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive

Al comma 1, si riconosce un contributo a fondo perduto solamente ai soggetti con partita IVA attiva alla data del 25 Ottobre 2020 (non possono accedere, quindi, coloro che hanno attivato o cessato la partita IVA a partire dal 25/10/2020), la cui attività prevalente rientra tra quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’allegato 1, nella parte finale dell’elaborato.

  • Al comma 3, si stabilisce, come condizione essenziale per il riconoscimento del contributo, che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di Aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di Aprile 2019 con riferimento – ai fini della determinazione dei suddetti importi – alla data di effettuazione della cessione dei beni o della prestazione di servizi.
  • Al comma 4, si riconosce il contributo, anche in assenza dei requisiti di fatturato, ai soli soggetti che hanno attivato la partita IVA, a decorrere dal 1° Gennaio 2019.
  • Al comma 5, si prevede l’accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale, per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo previsto dall’art. 25 del D.L “Rilancio”.
  • Al comma 6, si subordina il riconoscimento del titolo al contributo (per chi non ne avesse beneficiato o non fosse riuscito a fare domanda in precedenza e, quindi, produce la richiesta per la prima volta), alla presentazione di apposita istanza, esclusivamente mediante la procedura web e il modello dell’Agenzia delle Entrate; non spetta, se la P.IVA è cessata alla data di presentazione dell’istanza.
  • Al comma 7, si stabilisce che l’ammontare del contributo è determinato:
    • Per i soggetti, di cui al comma 5, che avevano già ottenuto il contributo à come quota del contributo già erogato risultante dalle istanze presentate in precedenza.
    • Per i soggetti, di cui al comma 6, che non avevano presentato, in passato, l’istanza per l’ottenimento del contributo, con ammontare annuo dei ricavi e compensi NON superiore a 5 milioni di euroàcome quota del valore, calcolato sulla base dei dati presentati nell’istanza che sarà trasmessa; le quote sono differenziate per settore economico (riportate nell’allegato 1).
  • Al comma 8, si prevede che l’importo del contributo non possa superare euro 150.000,00.
  • Al comma 9, si stabilisce per i soggetti, di cui al comma 5, con partita Iva attiva dal 1° gennaio 2019, che l’ammontare del contributo sia determinato, applicando le percentuali riportate nell’allegato 1, agli importi minimi: di 1.000,00 euro per le persone fisiche; di 000,00 euro, per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

ART. 4 – Sospensione delle procedure esecutive immobiliari nella prima casa

Non possono essere iniziate o proseguite procedure esecutive inerenti all’abitazione principale, fino al 31 dicembre 2020. L’eventuale pignoramento immobiliare che abbia ad oggetto l’abitazione principale del debitore è sospeso.

ART. 5 – Misure a sostegno degli operatori turistici e della cultura

Sono stanziate specifiche risorse.

ART. 8 – Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda

Al comma 1, si prevede per le sole imprese operanti nei settori riportati all’interno dell’allegato 1 – indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente – il riconoscimento del credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda, con riferimento a ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre, a condizione che il fatturato dei singoli mesi sia inferiore del 50% rispetto al corrispettivo mese dell’anno precedente. Il credito è pari al 60% del canone di affitto, o al 30% in caso di affitto d’azienda.      

ART. 9 – Cancellazione della seconda rata IMU

Al comma 1, si dispone l’abolizione della seconda rata dell’IMU, riguardante gli immobili e le relative pertinenze in cui si esercitano le attività indicate nell’allegato 1, a condizione che i relativi proprietari di immobili siano anche gestori delle attività ivi esercitate.