Il punto sul DPCM 24 ottobre 2020

Nell’effettuare la sintesi dei contenuti del Dpcm, è stata operata una selezione, sia all’interno dei singoli articoli, sia fra gli articoli stessi. Si è preferito evidenziare le disposizioni che interessano la totalità dei cittadini o almeno una larga fetta della popolazione, scartando prescrizioni e obblighi relativi a gruppi o categorie particolari.

Art. 1. Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

 Al comma 1, prevede l’obbligo di avere sempre con sé mascherine, per poterle indossare nei luoghi chiusi diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto, dove non sia possibile un isolamento continuativo rispetto a persone non conviventi, fatte salve le eccezioni previste da disposizioni inerenti a certe attività lavorative. Altre eccezioni riguardano: soggetti che fanno sport, bambini minori di sei anni, soggetti con patologie e disabilità incompatibili con l’uso della mascherina.

Al comma 2, prevede l’obbligo della distanza interpersonale di almeno un metro.

Al comma 4, formula la raccomandazione a tutte le persone fisiche di spostarsi il meno possibile.

Al comma 5, prevede l’esposizione di un cartello all’ingresso che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nei locali pubblici e aperti al pubblico, compresi tutti gli esercizi commerciali.

Al comma 7, puntualizza le caratteristiche e le modalità di uso delle mascherine, che devono coprire dal mento fino a sopra il naso, delle quali è ammessa anche produzione autonoma.

Al comma 9, si precisano altre misure riguardanti:

  • I soggetti con infezione respiratoria e febbre superiore a 37, 5°, che devono rimanere a casa e contattare il proprio medico curante;
  • La regolamentazione dell’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici;
  • La regolamentazione delle attività sportive o motorie all’aperto;
  • La sospensione degli eventi e delle competizioni sportive degli sport individuali e di squadra, ad eccezione degli eventi e delle competizioni riconosciuti di interesse nazionale;
  • La sospensione delle attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio;
  • La sospensione delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • La sospensione degli spettacoli aperti al pubblico, teatri, auditorium, cinema, anche all’aperto;
  • La sospensione delle attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso;
  • La sospensione di convegni, congressi e altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza;
  • L’accesso ai luoghi di culto e alle funzioni religiose, a condizione che siano evitati assembramenti e siano rispettate le distanze;
  • L’apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi di cultura, subordinata al rispetto di vari parametri, come le dimensioni, le caratteristiche dei locali, i flussi dei visitatori;
  • Lo svolgimento dell’attività didattica ed educativa delle scuole elementari e materne, mantenuta nella sua modalità in presenza. Altrettanto si presume per le scuole medie inferiori (non essendo citate), mentre per le scuole secondarie superiori, si contempla la flessibilità negli orari e almeno il 75% di didattica a distanza;
  • La sospensione dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di scambio, ecc.;
  • La predisposizione di piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, in presenza e a distanza – da parte delle Università – in funzione delle esigenze formative e tenendo conto dell’evoluzione del quadro epidemico territoriale;

Successivamente, si enunciano disposizioni relative:

  • agli accessi di persone non direttamente interessate alle strutture sanitarie e sociosanitarie, la cui autorizzazione è rinviata alle indicazioni del personale sanitario preposto;
  • alle attività commerciali al dettaglio, che devono assicurare, oltre alla distanza interpersonale, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che le permanenze non siano superiori ai tempi necessari all’acquisto;
  • alle attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) le cui aperture sono consentite dalle ore 5.00 alle 18.00; il consumo al tavolo è ammesso per un massimo di quattro persone per tavolo, anche se il limite può essere superato nel caso in cui tutti siano conviventi; dopo le ore 18, è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; non ci sono limiti di orario, per quanto riguarda la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive, a patto che sia riservata ai propri clienti ivi alloggiati; resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 24.00, la ristorazione con asporto, fermo restando il divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze, a condizione che le Regioni e le Province autonome non adottino misure più restrittive;
  • all’apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio;
  • alle attività inerenti ai servizi alla persona, che sono consentite a patto che le Regioni e le Province autonome non riscontrino, nello svolgimento delle suddette attività, incompatibilità con l’andamento epidemiologico;
  • alla continuità delle prestazioni dei servizi bancari, finanziari e assicurativi come pure delle attività agricole, zootecniche di trasformazione agro-alimentare, comprese le filiere che forniscono loro beni e servizi;
  • agli interventi dei Presidenti di Regione, che devono adottare in riferimento ai servizi di trasporto pubblico, anche rimodulandoli, per evitare sovraffollamenti;
  • alle attività professionali, riguardo alle quali il Dpcm impartisce le seguenti raccomandazioni: il ricorso allo smart working; l’incentivazione delle ferie e dei congedi retribuiti; l’assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio, in aggiunta agli obblighi generalizzati; l’incentivazione delle operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro;
  • alla chiusura degli impianti sciistici;
  • alle attività delle strutture ricettive, rispetto alle quali il Dpcm rinvia ai protocolli o alle linee guide delle Regioni, che dovranno prevedere: modalità di accesso e di utilizzo degli spazi comuni, le misure igienico-sanitarie, l’accesso dei fornitori esterni, ecc..

  

Art. 2. Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali

Richiama al rispetto dei contenuti del protocollo per il contrasto e il contenimento della diffusione del COVID-19

 

Art. 11. Esecuzione e monitoraggio delle misure

Il controllo e l’informazione sull’esecuzione delle misure contenute nel Dpcm sono demandate al prefetto territorialmente competente.

Le disposizioni del presente decreto, che sostituisce quello in data 13 Ottobre 2020, decorrono dal 26 Ottobre 2020 e sono efficaci fino al 24 Novembre 2020.

 

Lo Studio Arca resta a disposizione per ogni necessario chiarimento al numero 0583-496946.